My Greece, my peace

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Quando scrivo all’ora di pranzo che son tutti rintanati al fresco a mangiare o ammollo, si sente lo sciacquettio contro il minuscolo moletto davanti a casina mia. C’è una panchina di pietra qua di fronte, dove mi siedo a pranzare, cenare o a fare colazione, e anche – sigh – ad ascoltare le notizie. Momento di assoluta surrealtà.

Quella di oggi recitava (la scrivo così resta e i posteri se scampano potranno rendersi conto di ciò:

Io mi sa che non torno.

 

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