Blob-roll (the start)

Ho deciso che inizio un blob!
E ora spiego che cos’è e cosa c’entrano i muffin…

 

Dovete sapere che io c’ho un paio di vecchi account e relativi  profili scaduti che da tempo uso per :

  • scrivere in bozza per cantargliele a qualcuno (tipo al preside o a qualche idiota su Tinder) che me le ha fatte girare, cioè quella che a Carrara si chiama la “ragione”;
  • schizzare lettere a un vecchio compagno di scuola stile Venditti ma storicamente molto moolto più recenti;
  • prendere appunti per il mio romanzo da lungo interrotto e mai più ripreso, sfilacciato ormai come le bandierine rosse dei bagni a fine stagione, ma io insisto ad annotare e sottolineare cose e appunti, ormai col cell – sigh – sperando in qualche mega evento che rivoluzioni la mia vita e la scardini del tutto costringendomi a sedermi e a riprendere il filo – peccato che nemmeno il Covid 19 ci sia riuscito, dunque le mie speranze si fanno sempre più vane;
  • liste di vario shopping, memo per scrutini, collegi docenti…;
  • ragionamenti e talenti vari (sempre per usare un altro carrarinismo);
  • link di articoli o canzoni o media vari da riguardarmi dopo, con calma.
  • (Mi registro anche dei vocali a volte per far prima, tipo se sono al semaforo).

Ho un monte di roba!

Uno dei due profili si chiama Muffin, perché in origine era il tel di mia figlia che da piccina la chimavamo Muffin, poi ha preso il largo per gli USA e l’account l’ha usato l’anno dopo che è venuta in vacanza, quindi è scaduto ma io ho continuato a annotarci gli ‘azzi miei. Il vero inizio dovrebbe risalire… vediamo un po’, 2015, ’16… al lontano 2017 quando a ottobre baldanzosa e piena di speranze partivo alla volta di Napoli per vedere se l’ambasciata a stelleEstrisce mi avrebbe rinnovato la carta verde. Provaci ancora Sonia. Nella reiterazione degli errori fatali non mi batte nessuno. La spedizione era stata preceduta da tutta una serie di preparativi piuttosto dolorosi perché nelle settimane precedenti avevo dovuto ripercorrere le tappe salienti del mio matrimonio finito (avevo scritto “finto”) alle ortiche, ovvero rinfilare le mani in mezzo ai rovi per provare ad estrarre:

foto, bigliettini, estratti conto, regali, lettere, biglietti del cinema barra concerti barra spettacoli teatrali, matrici di assegni, quietanze di rate del mutuo, ricevute di camere d’albergo vista mare … insomma una massa priva di forma e di consistenza: un blob! 

(Pensa te , Steve McQueen…)

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