Noi, ci fotte la bellezza

Noi, ci fotte la bellezza.
C’è un film che per me è fra i più belli mai visti, e che si intitola In ordine di sparizione, e il frammento qua sotto è una delle scene più significative e tragicomiche (nell’economia del film). Vi si parla del welfare, spiegato magistralmente da un sicario, che non poteva darne definizione più chiara ed appropriata.

 

Inevitabile che le cose funzionino nei “paesi del cazzo”: la sanità funziona, i trasporti funzionano, e l’ecologia, e ovviamente l’istruzione, basti vedere quanti post elogiativi dedicati a Finlandia & Co (condivisi da gente che non ci è mai stato, però si fidano di quello che si dice in giro) mentre noi – fortuna o sfortuna, chissà? – non facciamo parte di detta categoria, noi siamo fra le terre do sole e do mare, e pertanto ce ne infischiamo del welfare, e quando l’estate chiama…

Per questo il mio corso estivo non si è proprio svolto come me lo aspettavo, ciò non toglie nulla alla significatività del progetto che però non si è compiuto. Colpa delle troppe tentazioni della bella terra d’Abruzzo (il mare però è più bello a Baratti).

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