Sto andando a Washington (ma cosa vado a fare non lo so)

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25 dicebre, 2019

Quando è uscito Viaggi organizzati di Dalla io me lo ricordo dov’ero e cosa facevo, so che adesso desterò sbuffamenti e gestacci, ma ahimé, sì, ero molto infelice.

Avevo compiuto da poco vent’anni e le cose non mi giravano proprio alla grande. Mi ero fatta “adottare” da una famiglia con cui sono rimasta amica fino alla fine, li avevo conosciuti alla pensione-ristorante l’Oasi (“primi piatti e fritture d’asporto”) dove facevo la stagione, mi avevano invitata ad andare a trovarli a Quimper. In Bretagna. Amici, genitori, fratelli, una formula di perfetto surrogato di felicità familiare. Dopo essermi iscritta all’università, poco convinta di cosa avrei combinato, una sera pensai chissenefrega e presi il Palatino per andare su su, al punto più a nord in cui ero mai stata: nel Finisterre: alla fine della terra. Avrei passato un Natale decente. Washington  era uscito mesi prima, un amico mi aveva fatto una cassetta con una specie di playlist, oltre a Washington ci avevo fatto mettere Against all Odds di Phil Collins. Io partivo: contro tutto e tutti. Sul treno mi rubarono walkman e cassetta, un bellissimo Sony che mi aveva prestato un amico, manco il tempo di arrivare a Parigi e di ascoltare tutte le canzoni. La mia famiglia adottiva  me ne regalò un altro, ancora migliore, ma io stronza al mio amico al ritorno gliene comprai uno da quattro soldi.

La Pointe du Raz, Bretagne

Questo comunque non c’entra, divago come sempre. Colpa della febbre. Non cala. Ho finito il blister di tachipirine che mi ero portata, son passata alle Aspirine, che sto integrando con delle bustine di antinfiammatorio/dolorifico che fanno passare anche la morte. Tempo venti minuti e torno come nuova: il sangue smette di bollire e riesco a camminare e a salire e scendere dagli Uber.
Gli Uber. Magari a volte costicchiano, non dico di no, ma conosci sempre gente nuova e chiacchierina, un po’ come chiamare un amico (!) che tempo 7 minuti… 6… 5 … 4 … 3 … 2… 1! arriva sfrecciando con un’auto bella nuova, comoda e profumata, Hi, how are you doing today? Merry Christmas, Happy New Year, have a nice day…
E tanti saluti.
Una ventina di dollari/euro e ti sei tolto la paura, e non c’è bisogno di stare a mandare un messaggio di pre-allerta – Hello…- per dire che c’è un messaggio in arrivo che ti sto per chiamare che sono all’aeroporto/stazione/fermata bus, non è che potresti…?


Ogni volta che ascolto Washington mi prende una sorta di euforico spaesamento che mi ricorda quei giorni, la mia inconcludenza. Invece sono andata a ripescare un’intervista di Dalla in cui ne parla come di una specie di allucinazione bellica scandita da giapponeserie sintetizzatedue aerei da combattimento, uno giapponese e l’altro americano, un riflesso del clima da Guerra Fredda che si viveva in quel periodo.

Pensa com’ero presente a e stessa, al mio periodo storico.

 

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