L’amico Penn (e come quell’amicizia non poteva durare)

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William Penn’s treaty with the Indians, when he founded the province of Pennsylvania in North America 1681 / Benj. West pinxit ; John Boydell excudit 1775 ; John Hall sculpsit.

Mettiamola così: se William Penn fosse vissuto negli anni 80, non ci sarebbero state discriminazioni: né di razza, né di virus, né di credo… I bruised and battered avrebbero avuto vita migliore. Ma l’amicizia in cui Billy aveva tanto investito e creduto non durò. Morto lui, il figlio non continuerà sulla sua linea, e il trattato suggellato con il Clan della Tartaruga dei Lenape si perderà nei venti di guerra e di conquista. Nella foto in basso che ho scoperto essere alla Library of Congress, lo vedete mentre si scambia doni con i nativi, fra cui – ho scoperto – un gadget particolarmente gradito ai grandi capi : lo scacciapensieri. Pare che presso gli indiani andasse a ruba!

Penn era un trouble maker, una testa calda, un disturbatore di pace precostituita. Dopo la batosta subita dal padre ai Caraibi, l’ammiraglio viene spodestato dei doni ricevuti, e la famiglia è costretta a emigrare in Irlanda, dove William entra per la prima volta in contatto con la società degli Amici. Qui comincia a farsi notare, cantando fuori dal coro e rifiutando la dottrina anglicana; quando torna i Inghilterra e si iscrive a Oxford, non passerà molto prima che – tacciato di anticonformismo – si farà espellere. Il padre, già oberato dal peso delle proprie rogne, ne avrà una passione, e nella speranza di rimettere il figlio in carreggiata gli regala un biglietto aperto per l’Europa, Vai figliolo e torna quando avrai le idee più chiare. Per  un po’ le cose sembrano andare meglio, al suo ritorno William jr si mette a studiare legge, e le idee si fanno sì più chiare ma non della luce auspicata dal padre, bensì quella professata dai Quaccheri : la luce interiore, che spinge ad andare avanti con fiducia nelle proprie risorse per metterle al servizio della comunità. Una comunità che si regga sulla fratellanza e sull’uguaglianza e equanimità – al padre per poco non viene un coccolone, e di nuovo lo rimanda in Irlanda a prendersi cura dei beni immobiliari di famiglia. Ma lì Billy viene a contatto con Thomas Loe, che dopo aver sentito predicare, decide di seguire e di entrare a far parte della Society of Friends. A questo punto si è conquistato la patente di disturbatore sociale di pace, con la quale potrà entrare senza troppo sforzo in galera. Vi scriverà instancabilmente pamphlet e trattati contro il sistema politico e religioso dell’epoca: il tempo, fra le mura della torre di Londra, dove entra ed esce una mezza dozzina di volte, non gli mancherà. Al padre non resterà invece che farsene una ragione, e riconciliarsi, prima di morire, col figlio e con le sue idee, grazie alle quali in nome suo lascerà duratura e benevole impronta nel Nuovo mondo per le generazioni a venire.

In questo vibrante dipinto si gode una bella istantanea dell’epoca, di cui la didascalia sarebbe più o meno questa: Billy, il gentiluomo sulla destra in primo piano che promette alla prima moglie (Gulielma si chiamava, a cui succederà Hannah, più brava non tanto come moglie quanto come raccoglitrice di proseliti) un futuro migliore. Vieni, cara, non dar retta e fidati di me, laggiù ricominceremo daccapo, fonderemo la nostra società di amici.

Il progetto che Penn aveva in mente nel Nuovo mondo non era la conquista, era la rinascita. Rinascere e ricominciare daccapo garantendo ai Quaccheri, e a tutti i bruised and battered dell’epoca, un governo e un’esistenza migliore, la fine dei dogmi e delle persecuzioni, delle gerarchie, delle indulgenze, delle scemenze. La luce in luogo dell’oscurantismo. La fratellanza in luogo della sudditanza, la cooperazione in luogo dello sfruttamento. Lo sbarco di Penn, nella foto in alto, avverrà ne 1682 e William sarà accolto con grandi onori dai Lenapi. La pergamenona del dipinto non è il Charter con cui Re Giorgio dichiarava Penn proprietario dell’intero stato che porterà il suo nome, bensì un informale Patto sacro (The Treaty: che Voltaire definirà, “L’unico mai giurato e mai infranto” ) con cui William si impegnava a riconoscere al capo indiano parità di godimento di diritti delle terre in questione. Nessuno avrebbe tentato di convertire nessuno, ognuno sarebbe stato libero di essere se stesso.

    

La città di Philadelphia, la prima vera city americana (sarà capitale degli Stati Uniti quando New York era ancora poco più che una caotica città di provincia), verrà ideata da Billy in persona, una griglia congegnata e strategicamente disegnata in modo da far sentire suoi abitanti in pace e armonia con l’ambiente, e mettendoli in condizioni di prosperare in modo efficace ma pacifico. Insomma: una città eco-sostenibile – con giardini, frutteti, e dalla struttura ampliabile così da garantirne la crescita e lo sviluppo negli anni a venire.

La prima immagine del video del Boss si apre su questa foto, che io pure ho scattato ma questa di Wikepedia è molto meglio. La statua che troneggia sulla punta della cupoletta è Billy che guarda alla sua città. Sotto di lui il capo dei Lenapi del Clan della tartaruga, due rappresentanti dei primi coloni svedesi e finlandesi che occupavano l’area, e quattro aquile, a ricordarci il monito di un altro temerario quasi contemporaneo, Henry Hudson, che solo con le ali di un’aquila si può volare in alto. E Billy ne aveva tutta la portata.

 

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