Mal di mare

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Allora dov’eravamo rimasti?

Ah, sì, che mi dovevo imbarcare per Capraia all’indomani di un ennesimo scazzo col fidanzato, dopo una notte insonne di lampi e di tuoni senza mamma Franca a tenermi compagnia e a consolarmi che ai mali della vita c’è sempre un cacciucchino come rimedio infallibile.
Deh…
Livorno di prima mattina di Ferragosto dopo una spiovuta è particolarmente affascinante, fresca e lucida, e quando arrivo proprio davanti all’acqua mi devo fermare non tanto per riprendere fiato, come dice la De Sio, quanto perché l’ufficiale mi blocca e dice che devo aspettare ancora qualche minuto.
Sono la prima.
Yeah…

Ho staccato il telefono già da un’ora per questo gioco imbecille che faccio un giorno sì e due no col fidanzato, di modo che dopo un suo più o meno breve periodo di inattività, gli mando un input per dire, ehi, guarda che poi stacco la spina. Lui a questo punto si ripiglia di scatto e dà di matto, e sembra che non può vivere senza di me e quelle balle là che si dicono gli innamorati, solo che con un narcisista patologico di 56 anni, cosa ti vuoi innamorare?
Viene in mente lo stand-by del computer o dei dispositivi in genere quando devi settare i minuti di “inattività” oltre i quali si ibernano fino a quando tu non schiacci un qualunque tasto di emergenza, ed ecco che danno uno tremone, poi Bzzzz-zzzz..! ripartono come l’omino con la pila Duracell, fino al prossimo arresto.
Nota: Ibernazione – hybernation (non so se anche in italiano si dice così, devo verificare) è una parola azzeccatissima per i tipi come lui che non sono in grado di far salire il termometro della propria emotività oltre i quattro barra cinque gradi Celsius. La sua inattività fa rima con incapacità. Quindi arrivi tu – cioè  io – che l’Etna a me mi fa un baffo, e cominci a eruttare lava, nella fattispecie, progetti, programmi, sogni, viaggi, escursioni, casa nuova, vita nuova, amici nuovi, nuovo guardaroba, nuove ricette, Ti preparo un cacciucchino amore? Invitiamo mammina a cena? Si compra una barca a vela a società e poi si salpa per i mari del sud come quel famoso marinaio solitario, com’è che si chiamava? 
No, non l’affascinante serfista qui di fianco, di lui vi parlerò nel prossimo articolo, perché era un grande, uno di quelli che ti chiedi, ma dove si rintanano quelli così? Possibile non esistano google maps cha aiutino a raggiungere certi target, e ci si ritrova sempre con certi elementi, che… vabbé, continuiamo sennò perdo il filo.

Arrivata sulla Liburna il tempo di uscire dal porto e mi addormento con una nausea insopportabile che so, arriva sempre quando scrivo sull’elemento liquido. Ma avevo talmente tante cose da vomitare che ci è mancato poco… Nausea per tutto e per tutti. Poi ho freddo. Poi arriva il pianto. Lo accetto, lo accolgo, mi rilasso, mi riaddormento, mi svegliano i bambini. I miei kids. Un gruppetto di scalmanati stanno giocando e urlando e grazie al loro vociare mi desto da un sogno dove nuotavo fra le due prue di un catamarano assieme a squali travestiti da delfini.
A buon lettor poche parole.

7 commenti
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    Mario dice:

    Eccomi ex viaggiatrice, ero super impegnato e appena potevo staccavo tutto, compreso il cell, e mi catapultavo sopra a Monaco dove ci sono sentieri tra le rocce che mi ricordano vagamente le mie montagne…ma anzi che niente.. Comunque per gente come noi che ai nostri anni abbiamo già smesso di volare in cieli azzurri dove vedi tutto bello ma stiamo ormai x attraversare la stratosfera che ci porterá verso l’infinito e oltrr ..l’amore, i cavalieri erranti i litigi d’onore e di orgoglio non hanno più la stessa importanza un po’ come la scia di un aereoplano dal quale siamo scesi allo scalo piú tranquillo non molto tempo fa ….la scia piano piano scompare e quell’aereo chissà dove va e chi saranno le persone al suo interno..

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  2. Avatar
    Mario dice:

    Ci hanno sempre detto che siamo nati x stare insieme a qualcuno, ma boh: io a ‘sta cosa non ci credo mica tanto…..mi sa tanto di BIBBIA di un qualsivoglia manipolatore mentale ah..ah..ah..

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