Apprendere con le radici

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Le mie programmazioni seguono il ritmo delle stagioni, ciascuna delle quali può prestarsi a (o identificarsi con) una o più emozioni.

Lo spazio dove ricevo i bambini cambia, e con esso la lingua, a seconda dell’umore : mio, loro, e del tempo – sia esso atmosferico o celebrativo. Si veste e si sveste di sfumature che non sono soltanto cromatiche, ma hanno accenti legati al momento dell’anno o della giornata, la quale può dunque accogliere una merenda pomeridiana, un piccolo brunch, un vero e proprio pranzo.

Di ogni momento facciamo una gran cosa.  Celebriamo, appunto.

Ogni stagione, una festa, un’emozione:

Halloween – e l’autunno – ci fanno conoscere il mistero, la parte oscura di ciascuno di noi, la paura.

Natale porta freddo, regali, scoperta e felicità.

La primavera ci regala storie di piccoli semi, grandi conquiste e di amicizia.

L’estate è movimento e divertimento.

Usare tutti i cinque sensi potenzia il meccanismo dell’apprendimento. Interagire, manipolare, esplorare, collaborare, discutere apertamente e condividere per motivi significativi, al contempo disponendo di ampio tempo per nutrire una maggiore profondità di ragionamenti e di creatività, significa apprendere in modo ottimale. È un apprendimento che penetra in profondità. Un apprendimento con le radici!

Se un tempo una lingua straniera imparata da piccolissimi offriva una corsia preferenziale verso una carriera lavorativa a più risorse; oggi la conoscenza dell’inglese – indispensabile nell’ambito di una cittadinanza attiva all’interno dell’UE – rappresenta una chiave fantasiosa per una molteplice lettura del mondo, e si coniuga con la diversità, la tolleranza, e una socialità senza imbarazzo.

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