Gita al lago di Hoam

Questo delizioso laghetto che vedete è legato alla leggenda della spada restituita. Ma siccome il mio intestino continua a non restituire, io ci sono venuta in cerca di supposte, confidando che qui, dove risiedono gli expats europei, avrei avuto più fortuna. Grazie comunque a tutti voi per il sostegno e consigli (addirittura rimedi fatti in casa!): alla fine l’antidoto migliore, infallibile in casi di emergenza come questo è sempre il solito: la fuga. Di mezzogiorno. Che tale si era fatta l’ora a furia di aspettare il mio turno per la benedetta consultation…

Io, è da quando son nata che mi sento dire che guardo troppi film. Da piccola mia mamma ripeteva, Non lo guardare che poi ti sogni. Però in posti come il Vietnam o gli Stati Uniti, dopo un po’ smetti di chiederti o ripeterti, ma sogno o son desta? Non l’ho mica già visto in un film?

Cominciamo col descrivere il set: 
Stanza di due metri di larghezza per tre e mezzo di lunghezza circa, due “infermiere” senza cuffia con le chiome che svolazzano al vento dei due ventilatori affissi alle pareti laterali, le cui ombreggiature non conservano memoria di cosa sia un pennello. Le infermiere stanno lì e mi studiano mentre mimo e disegno sul notes, guardo Trang e faccio no-no col dito, è solo un problema psicologico: I’m stressed. E gli allungo il foglietto con lo schizzo. Le infermiere ridono.

Il Doc, il protagonista. Se Coppola anziché Apocalipse Now in Vietnam ci avesse girato Il padrino, vi garantisco che il ruolo di Brando lo avrebbe dato a lui: perché più Vito Corleone di così si muore.
Solo che io non voglio morire, mentre il Viet-doc mi guarda e cincischia, fa segno che mi sdrai su un pagliericcio su cui si è svolto più di un conflitto bellico. Io guardo Trang e ripeto il mantra: Consultation, no examination, è un problema psicologico, sono stressata. Ma questa specie di aguzzina mi spinge avanti, dice in pratica, Mo’ ho pagato, hai rotto fino all’inverosimile, devi farti visitare, lui tocca solo pancia…
Io mimo di rimando che la pancia la va a toccare a sua sorella, fatti segnare le supposte e andiamocene da qui. Ora a ridere è un tipo seduto in un angolo coi capelli alla Nicola di Bari, smuntarello, che boh, starà aspettando il suo turno, e di certo ha capito di cosa stiamo parlando. Vito, bello stravaccato su una sedia di pelle consunta, mi guarda e indica il pagliericcio. Il primo piano ora scende sulla sua mano sinistra e mette in risalto un grosso anello, sembrerebbe d’oro bianco e giallo con aggrappato un serpente di brillanti. Sotto il camice sbottonato un catenone d’oro bello spesso. Fa un caldo insopportabile, fuori, gente che trapana e impasta cemento, la stanza è satura di odore di calce misto a spiumamento di pennuti bolliti. Gente che entra e gente che esce, il tipo seduto in un angolo non si capisce a far che, ogni tanto mi lancia un’occhiata interrogativa, poi guarda Trang, poi guarda il Doc, io lo indico, C’è prima lui, dico, ma Vito nisba: vuole me. E mi tocca sedermi. In pizzo al letto…
Il fischio d’inizio del match Made-in-Vietnam vs Made-in-Italy lo dà Trang, che si dilunga in spiegazioni di cui non capisco ovviamente un tubo, ma ci sta un po’, forse deve dargli i saluti di tutto il clan, cugini, cognati. Il Doc però resta serio e scuote il capo, e insiste che mi allunghi. Frattanto Nicola di Bari si è steso pure lui a braccia conserte su un fianco, per seguire meglio, ovvio, mentre noto che il cuscino del suo pagliericcio è foderato di cartone avvolto da nastro adesivo, quello marrone per i pacchi, il mio meglio se non ve lo descrivo. Naturalmente fan tutti il tifo per il Viet-doc, capirai, gioca in casa. Tutti a scuotere il capo, a far segno che no, quelle robe non esistono, da dove proviene questa specie di aliena? Tranne Trang che cerca di restare imparziale, e mi dice, E dagli ‘sta soddisfazione, scopri al pancia che poi andiamo a casa e ti aiuto io con lo yoga.

Vedete? Si può anche chiedergli il latte di cobra ma no sciuppository, sciorry. Ho rifatto giusto un ultimo tentativo prima di rassegnarmi, farmaciste sempre gentili, ridanciane, disponibili con l’I-phone pronto per le google translations. Prescrizioni non ne servono. Tutt’al più basta mimare. E le pillole si vendono anche sfuse. Quanti giorni resti ancora in Vietnam? 20? No problem! La farmacista afferra le forbici e cut! Sì, ma dimmi almeno quante ne prendo..
Yes…
Come si prendono… Prima, dopo mangiato? Sera… mattina …?
Yes … yes…

Venditrice di mango nel Silk Village di Hà Đông

Trang aveva chiesto alla Twa di prepararmi un intruglio di non so cosa, io ho preferito un congedino di un paio di giorni giusto per rimettere le cose in prospettiva, come sempre mi succede. E Trang, gentilissima, ha compreso l’esigenza e non ha fatto storie, e magari ha esultato anche un po’. Di certo ha esultato il mio intestino. Dimostrando una volta di più l’efficacia del metodo di Monsierur Laborit. L’incredibile coincidenza ha voluto che questa mente eccelsa, teorizzatore della fuga come possibilità comportamentale nella società umana, risposta filosofica e salvifica alle situazioni cui sovente devo più che al Buddha la mia salvezza, indovinate dov’era nato? Esatto: ad Hanoi. Vedete bene che i grandi nascono spesso in posti sfigati. Pensate a Leopardi, a Lincoln, a chi vi scrive …
Del geniale ed eclettico biologo, filosofo e scienziato si dice che per tutta la vita ha dimostrato uno spirito curioso e anticonformista senza mai lasciarsi facilmente etichettare come parte di qualsiasi movimento…
Si deve a Laborit l’introduzione della clorpromazina nel 1952, primo farmaco neurolettico …
Ricorda o no qualcuno?

Si deve a Sonia Pendola l’introduzione della supposta in Vietnam… Un monumento alla bella e geniale italiana si trova in piazza Ho Chi Minh proprio dirimpetto al mausoleo dell’acclamato leader vietnamita.

La cosa più antipatica è stata spiegarlo alle maestre del Vương Quốc Xitrum. Sorry, girls and kids, the teacher needs to go to … ehm… presente Winny p-Pooh..?

 

2 commenti
  1. Avatar
    Fil dice:

    Latte caldo ….. Scontato
    Tamarindo….. Impossibile tra i viet

    Rimangono le sigarette o una peretta di camomilla…..
    Fai tu

    Rispondi

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