Try to sleep, honey, try to sleep…

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“Dipingo me stessa perché sono il soggetto che conosco meglio.” (Frida Kahlo)*

 

Tiro su il collo del piumino e mi intabarro fino al naso. C’ho su il berretto con la visiera, quello nero di camoscio, il pigiama sa ancora della nottata di merda. Di recente ne ho spesso. E la colpa è dell Dott Banner e dell’Americanus che mi fanno l’ostracismo. E di questa bestia che dal quattro luglio scorso mi si è aggrappata alla schiena e non c’è verso di levarsela da lì. A volte mi scordo di lei, ma dipende da quale movimento faccio mi uncina coi suoi artigli. Poi mi sveglio che mi sento andare letteralmente in malora perché l’Accusa comincia a bersagliarmi di obiezioni. A cominciare dalla Tatiana che dice che devo dormire, che la devo smettere di combattere su troppi fronti. Ti devi rilassare un po’. Try to sleep, honey, try to sleep, l’Americanus mi diceva sempre così, poi si voltava dall’altra parte e il figlio del Sonno veniva a prenderselo. Quei due si intendono che è una meraviglia. Io e il vecchio Morfeo ci stiamo sul culo a vicenda. Sleep… sleep… try to… non aveva ancora finito la frase che era già bell’e andato. L’ex amore della mia vita dormirebbe anche sul tetto di un treno in corsa. Tale e quale quell’illustre troiano ligio al dovere con la fissa della patria, sempre pronto a salpare, anche quando la sua bella va a fuoco. La disgraziata riversa sulla pira, lui comodo a ronfare sopra la poppa della nave. Anche il messaggero degli dei quella volta c’è rimasto di sasso. Minchia, dormi? Che nic e nac? Sarà stato anche pio ma con le donne lasciava molto a desiderare. Fortuna che era figlio di Venere. Molto meglio Odisseo. Prode insonne dall’animo valoroso. I compagni giù a ronfare, lui a spremersi le meningi per portare il culo suo e degli Achei fuori dall’antro del Ciclope. Cazzo fai a rilassarti? Un mostro simile ti si spolpa mezza ciurma, ovvio che il sonno ti passa. E al Rabbi no? Quella volta, nel giardino dei Getsèmani. Anche Gesù se l’è fatte le sue notti in bianco. Mi piace quando perde la pazienza perché i suoi tre bietoloni non riescono a tenere gli occhi aperti mentre lui si sente andare in malora, tenta di allontanare il calice ma quello gli torna indietro stile boomerang. Come fai a rilassarti? Un tuo apostolo sta per consegnarti alla polizia, e tu ci dormi sopra? Non si può. Puoi mica abbandonare un povero cristo a un passo dalla fine. E io di abbandonare Hulk al suo destino non me la sento. Mi prende lo scanto. Mi prende la paura della sentenza finale e addio sonno. Altro che sleep, sleep, try to sleep, Rabbi, try to sleep, Giovanni deve avergli detto più o meno così. Mai sopportato Giovanni. Anzi Giuda, che gioca a carte scoperte e alla fine mi sembra il più onesto di tutti. Checché ne abbia da obbiettare la Maria che dice che sto sempre dalla parte dei balordi e dei fetusi e farei anzi meglio a fare la madre come si deve e a darmi una regolata. La Maria da quando Hulk non si tinge più col figlio del Sonno è culo e camicia. Perché te la prendi tanto, e l’Americanus giù a darle corda, a ripetermi che la medicina ha fatto passi da gigante, coi sistemi che ci sono al giorno d’oggi cosa sarà mai? Not big deal. Quante storie per un Ciclope! Fattici sopra una bella dormita che domani a mente serena lo accechi e tanti saluti. Ce lo vedo l’Americanus che si copre educatamente la bocca, Dai amico, non te la prendere che fra tre giorni risorgi e torni come nuovo.

Troiani, apostoli, americani, tutti della stessa pasta. Un mucchio di chiappacani che quando più hai bisogno, si voltano dall’altro lato e ciao.

(Da L’Infinibile Hulk, di S. Pendola)
*Nell’immagine, (Frida e Diego, di Giulia Bianchi)
2 commenti
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    crescent-city dice:

    Io non posseggo saggezza, e ammiro quella degli altri. Pero’ un pochettino di logica alla buona.
    In a conclusion statement, for the conclusion to be valid the premise must also be valid. “Quindi i casi sono due: o la mia narrativa è immortale. O io sono senza speranza” (Sonia P.)
    I casi non sono solo due, sono numerosissimi. La premessa non e’valida, i posteri non potranno dedurre…..

    Here are two quotes by Albert Einstein (who very few people doubt was a genius)
    “Reality is merely an illusion, albeit a very persistent one.” Crecent-City says: Reality does not exist but in your eyes, reality is very different for everyone, and yet each one still real.

    “When the solution is simple, God is answering” Crescent -City says: A good solution to a problem is not complicated. Simple solutions exist and they are the best ones. A problem is only complicated because we choose to make it so, it is a human fallacy.

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  2. Avatar
    Sonia Pendola dice:

    Non so bene cosa commentare perché non ho ben capito il commento che sembra piuttosto riferirsi alla mia mail-invito, non al mio pezzo (il mio credermi immortale era ovviamente un ‘auto presa in giro :)).
    Tutta la letteratura è la risposta a un problema, l’arte di Caravaggio parte da un problema, i versi di Baudelaire, di Dante… e a rispondere è il pubblico, prima che Dio.
    My being hopeless is the only truth I have achieved so far, as for my narrative, posterity will decide 🙂 !

    SP

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