Lettera aperta (e pacifica) al Giudice di Pace

 

Ill.issimo Signor Giudice;

Le scrivo mentre aspetto che la cancelliera addetta ai ricorsi si occupi anche del mio, nell’attesa curioso in qua e in là, un bando di concorso affisso in bacheca attira il mio sguardo: Ripresa economica e risanamento delle imprese in crisi. Io pure sono in crisi. Non so se piangere o ridere. Meglio propendere per la seconda, e pregustare il take off della prossima settimana destinazione Boston: Massachusetts, here I come!

Se ne resti là, mi ha consigliato settimana scorsa una vigilessa, che gentilissima mi ha dato una mano a dirimere una questione che si sta facendo veramente penosa. Il pianto oltretutto c’è già stato: sordo, impotente, di rabbia. Quella che certi Maestri ci invitano a frenare, a controllare, a trasformare. Ad impiegarne l’energia per qualcosa di buono. Non so se ha presente Thich Nhat Han, fautore e teorizzatore dell’Inter-essere. Quel filo invisibile ma forte che ci lega gli uni agli altri, che fa trascendere il sé per abbracciare il noi. Che ci permette di scorgere una nuvola dentro un foglio bianco. Inter-essere: un termine che non compare sul dizionario – e nemmeno a Carrara! – eppure essenziale ai membri di una comunità desiderosa di crescere – ergo non Carrara. Perché da queste parti, deve sapere, ci si lamenta da sempre della mancanza di iniziative, di gioia, crescita, sano divertimento; si paventa morte culturale ed economica, poi nulla si fa per scongiurarne il pericolo. Si celebrano semmai funerali scenograficamente scadenti, si ragiona e ci si raduna ognuno nel proprio rione, e guai al coinvolgimento! Alla condivisione di idee fra menti, razze e classi sociali diverse! Molto meglio ripetere il mantra di ciò che non funziona, o perché no? mettere il bastone fra le ruote di chi veramente ci crede e impiega ogni singola energia per il bene della comunità. Ma chi glielo fa fare..? ha incalzato un altro vigile. Poi ha scosso il capo, decretando che le 12 multe di circa 70 euro cadauna non me le leva nemmeno il Padreterno, posso giusto ricorrere a Lei, e attendere che la pacificissima cancelliera termini col suo ritmo lento a sbrigare altro sul PC.

Meglio allora propendere per il riso, per la land of opportunities, per quelle caratteristiche vitali, mi creda, non poche, e che per quanto ne dicano i soliti banali detrattori dell’ultim’ora, contraddistinguono il popolo americano, il suo ottimismo, la sua efficienza in fatto di infrastrutture, la continua, perpetua celebrazione della libera iniziativa, lo spirito di intraprendenza e l’inarrestabile voglia di fare. Di credere nel cambiamento. E’ di qualche giorno l’abolizione della pena di morte nello stato del Delaware, ma nessuno da queste parti ha commentato la cosa, come mai nessuno ogni anno spende una parola né un fiore sugli attentati ai Suoi colleghi Falcone e Borsellino. In una città che si dichiara – sui muri delle case degli altri – antirazzista, anarchica e antifascista, si preferisce celebrare il funerale di un centro storico che non ce la fa più, il più povero, depresso, triste, sporco e maleodorante dell’intera Toscana. Ma guai a chi dimentica di rinnovare un permesso di transito, guai a non essere fra i pochi eletti a cui viene ricordato per telefono. Il minimo che ti può succedere è finire sotto lo sguardo “vigile” di un solerte impiegato di Progetto Carrara (quale progetto?! mi domando), che per ben 12 volte, notata la tua auto, lettane la targa, e vista l’ora in cui per due mesi ha varcato la zona APU, non mette certo in azione quello che va sotto il nome di buon senso, responbsabilità… inter-essere, appunto. No. Riescono forse alla Progetto Carrara a scorgere una nuvola dentro questa pagina? A capire che senza la nuvola non c’é pioggia; che senza pioggia gli alberi non crescono; e che senza alberi non possiamo fare la carta (su cui si stampano i permessi). La nuvola è indispensabile all’esistenza della carta. Come il senso di responsabilità, di partecipazione e mutua collaborazione sono indispensabili alla crescita di una città e al benessere di tutta la comunità. Se c’é questo foglio di carta, è perché c’é anche la nuvola. Nessuna nuvola, nessuna carta. Se Carrara sta diventando un non-luogo, è grazie alla solerzia di chi i progetti non sa nemmeno dove stanno di casa.

Un cordiale saluto,

Sonia Pendola

(Insegnante di inglese, Piazzetta delle Erbe, Carrara)

 

 

 

2 commenti
  1. Avatar
    Alessandro dice:

    Hai perfettamente descritto cio’ che ci circonda e che ci contraddistingue; non avrei trovato parole migliori.

    Rispondi

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